"Continuavo a pensarci. Dove diavolo vanno le anatre di Central Park in inverno, quando il lago è ghiacciato?" (Holden Caufield)
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"Modesto è l'autunno
come i taglialegna.
Costa molto
togliere tutte le foglie
da tutti gli alberi
di tutti i paesi.
La primavera
le cucì in volo
e ora
bisogna lasciarle
cadere come se fossero
uccelli gialli:
Non è facile.
Serve tempo.
Bisogna correre per
le strade,
parlare lingue,
svedese,
portoghese,
parlare la lingua rossa,
quella verde.
Bisogna sapere
tacere in tutte
le lingue
e dappertutto,
sempre,
lasciare cadere,
cadere,
lasciare cadere,
cadere
le foglie.
Difficile
è
essere autunno,
facile essere primavera."
(Pablo Neruda)
PERSONAGGI e INTERPRETI:
IL JANEFRATELLO
Nel ruolo del fratello minore biotecnologo e neoiscritto a medicina, ex nano parlante dalla comicità surreale, ammirato e adorato.
COLEI CHE E'
TORNATA
Nel ruolo di quelbruco.
G.
Nel ruolo di SISTER
L'AMICO A.
Nel ruolo del TUTOR
I FRATELLI MAGGIORI
Nel ruolo di Mucio,
Bab e Johnz.
LA CITTA' TOSSICA
Nel ruolo del luogo in cui la vicenda si svolge ancora per poco.
CAMILLA
Nel ruolo di se stessa.
CONTINUA...
Descrizioni di conosciuti - F.
Quello che posso dire di lui è che è sfuggente, e che dentro di lui si condensano una serie di cose belle del mondo. La bellezza, declinata nelle sue forme, nelle sette e più di mille arti, nell'osservazione di un cielo sfumato, scovata perfino nell'Asse Mediano. La sua capacità di armonizzarsi con i luoghi che frequenta fino a sparirci dentro, confondersi con un posto qualunque perché ne diventa parte. Il suo silenzio indolente e infantile, la facile indulgenza alla noia, l'insofferenza. A me però lo sguardo mi cade costantemente sugli occhi febbrili, immersi sempre in qualcosa di più profondo e di inaccessibile agli altri frequentatori di quella stessa scena. Così che mi chiedo che cosa vede? Dove si trova, esattamente, in questo momento? E sento sempre che condividiamo moltissime cose ma il vetro, quel quadrato di pezzi di vetro che sempre lo avvolge e lo isola anche da me, me lo fa guardare sempre da un passo, da un palmo, e se provo a toccare quel suo pezzo di mondo non posso. E mi chiedo è lui dentro, e io con il mondo fuori? O sono io fuori, e il mondo lo possiede lui? E questo non lo so, ma mi sembra assurdo anche chiedermelo: non ho mai pensato che l'intera faccenda potesse interessarmi più di un pensiero sfiorato, sul quale indugiare appena.
Ci conosciamo da poco più di un anno.
La prima volta che è venuto a casa mia, non era propriamente casa mia ma la casa che dividevo con mio fratello a Napoli in quel periodo, mi ricordo che si è fermato a guardare quell'assurdo presepe, dentro ci avevamo messo i pokemon e una marea di altre stronzate. Per questo genere di cose lui si entusiasma senza nessun filtro, mi ricordo di un attimo di imbarazzo brevissimo e cancellato in un niente, in piedi nel corridoio, col presepe come una cosa qualunque di cui parlare. Mi ricordo pochissime cose che potrei dire mie e sue soltanto: una giornata intera alla Comicon, una passeggiata sui tetti di Castel Sant'Elmo, una mattina di Aprile all'Ikea, e il momento che lui, nella sera gelata di Amalfi, camminava da solo sul molo e io l'ho raggiunto per guardare insieme il mare. Deve avermi detto qualcosa sul vedersi più spesso, ma lo ricordo appena. Deve avermi detto qualcosa, quel giorno della Comicon, sulle ragazze che conoscono Alan Moore, che questa per un uomo che legge i fumetti è una cosa rincuorante. Ma non lo ricordo bene. E' che una parte di me, ma queste sono cose che ho colto solo molto più avanti, è come aggrovigliata quando lui mi parla: accanto a me che lo ascolto c'è come un'altra persona che si compiace solo della sua presenza, del suo modo di parlare cantilenante e annoiato, della ricerca delle parole, del giusto dosaggio dei sorrisi, di quelle due o tre accelerazioni di ritmo e di tono, improvvise, che lascia cadere nelle parti più appassionanti del discorso con un dosaggio perfetto e assolutamente involontario.
Lui è una persona molto colta e sinceramente intelligente, appassionata di tutto e troppo impegnata a interessarsi di qualunque cosa per avere il tempo e l'attenzione per altro che non sia se stesso. Ma suscita un calore e un affetto così totale e spontaneo in chi lo sta a sentire che tutti ci passano sopra, e accontentarsi di fargli da satellite e vivere in un cono di luce che non esiste all'infuori di lui sembra a chiunque lo ascolti parlare anche solo per due minuti la scelta più naturale. Ogni volta che penso ai suoi difetti e al suo ego esasperato arriva una spallata di altri pensieri che lo riguardano, la tenerezza estrema di cui è capace, la galanteria divertita di certe sue parole, il suo modo di fare lieve che spesso è come uno scherzo appena percettibile, la sua infinita bontà d'animo mascherata di snobismo impietoso, la rivelazione improvvisa che a una tua distrazione può farsi largo tra le sue parole, luminosa.
Lui ha passioni da adolescente ed è un ragazzino nei modi di fare, è superficiale e capriccioso, si infiamma e si spegne, è un attore.
Ancora non so decidere se sia una persona che è meglio perdere o trovare.




